Promiscua, camaleontica, ambigua: è la “Favola” di Filippo Timi. Sua a tutti gli effetti dato che Timi ne è attore, sceneggiatore, regista e anche scenografo. L’ambientazione, perfettamente allestita all’interno del Teatro Giuditta Pasta di Saronno, è un salotto degli Stati Uniti anni ’50, con la tappezzeria rosa, arredamento glamour, telefono bianco, carrello degli alcolici, albero di Natale e anche un cane imbalsamato. La storia messa in scena è a metà tra il realismo e il surreale. Protagoniste due donne, amiche, entrambe sposate, una incinta. Le due conducono un’esistenza in apparenza normale e quasi perfetta, almeno finché la raccontano a parole. In realtà non tutto è come sembra. La vita di Mrs Fairytale e Mrs Emerald (sono questi i nomi scelti non proprio a caso per le protagoniste) nasconde molti segreti e lati oscuri soprattutto nel rapporto con i rispettivi mariti, fedifraghi e violenti. Una storia come tante che sarà tempestata di risvolti anomali.
Relazioni ambigue, amori impossibili, diversità, difficoltà ad accettare la realtà e confine tra essere e apparire sono solo alcuni dei temi che via via si susseguono nel corso delle oltre due ore di spettacolo. Timi mescola temi e situazioni, alterna un ritmo incalzante a tempistiche dilatate, momenti di serietà ad attimi di comicità, tragedia a commedia. Lo spettacolo teatrale spesso si confonde con la sit-com televisiva e con la pellicola cinematografica. Contaminazioni che lo stesso regista non nasconde al pubblico, caricando l’opera di citazioni e omaggi, da Nicholson in Shining a Grace Kelly nella finestra sul cortile, dalla colonna sonora dei film di Hitchcock al jazz di Nat King Cole. Senza dimenticare il carosello, perfettamente incastrato tra un atto e l’altro dello spettacolo per permettere i cambi d’abito agli attori. Il finale poi, senza entrare nei particolari, è l’apoteosi con un deus ex-machina che incarna l’altro all’ennesima potenza e un David Bowie-Ziggy Stardust con la sua Space Oddity a fare da perfetta colonna sonora.
Timi è il protagonista a tutti gli effetti, con l’ottima Lucia Mascino e il bravo Luca Pignagnoli che fanno da sparring partner eccellenti a quello che sembra un vero e proprio one man show. O meglio, un one woman show, dato che Timi interpreta in maniera perfetta una delle due protagoniste. Tutto nella “Favola” sembra essere pensato su misura per far emergere la straordinaria bravura dell’attore perugino. Forse, a dire la verità, in maniera un po’ eccessiva. Timi, in alcuni momenti, pecca di vanità e si sofferma troppo a lungo in passaggi di recitazione fini a se stessi. Un’unica macchia d’inchiostro che comunque non rovina l’intera performance.
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