“Priscilla, la Regina del deserto” conquista Milano

Ieri sera la prima del musical al Teatro Ciak

Priscilla, la regina del deserto. Foto: ufficio stampa MAS
Priscilla, la regina del deserto. Foto: ufficio stampa MAS
Trionfale debutto nel capoluogo lombardo per il miglior spettacolo australiano di tutti i tempi. Il Teatro Ciak Webank.it, ribattezzato per l’occasione “Priscilla Palace”, ha aperto i battenti nella serata di ieri per la prima di “Priscilla, la Regina del deserto”, rappresentazione teatrale della famosa pellicola "The Adventures of Priscilla, Queen of the Desert", film del 1994 diretto da Stephan Elliott e vincitore di un premio Oscar. Tutto esaurito, presenti in platea anche diversi volti celebri, da Marco Columbro ad Alessandro Cecchi Paone, da Ana Laura Ribas a Maria Teresa Ruta.

Musical sfavillante e spumeggiante per eccellenza, “Priscilla” è in assoluto tra gli spettacoli più coinvolgenti e divertenti mai presentati nel nostro Paese, un vero antidoto contro la noia ed il grigiore di una Milano ormai in veste invernale.

Ad un tratto (con una buona mezz’ora di ritardo sull’orario annunciato, come da tradizione per ogni prima che si rispetti) le luci si fanno soffuse ed il sipario si leva su quella che è la più entusiasmante avventura on the road. La storia è molto semplice, seppur di profondo contenuto: tre amici, un trans (Bernadette) e due drag queen (Adam e Tick), viaggiano a bordo di un pullman rosa ribattezzato "Priscilla" e attraversano il deserto australiano, tutti in cerca di una sorta di rivincita nei confronti della vita.

Bernadette, il più anziano, interpretato da uno splendido Simone Leonardi, è l’anima del gruppo. Le sue battute esilaranti ed il sotteso umorismo pungente si miscelano con la comicità dell’amico-nemico Adam (il bravissimo Mirko Ranù); sullo sfondo la storia di Tick (Antonello Angiolillo), omosessuale dichiarato e drag queen di professione, un matrimonio comprensibilmente fallito alle spalle e un figlio che conoscerà solo alla fine della sua avventura.

La geniale sceneggiatura, con il suo messaggio di tolleranza ed accettazione, è in grado di alternare momenti di puro divertimento ad altri più emozionanti, con uno stile brillante e decisamente non convenzionale. Quasi 500 costumi da favola, 200 estrosi ed imponenti copricapi, una colonna sonora fatta dei migliori successi internazionali, coreografie originali e dialoghi ad hoc, tutto questo ha portato alla standing ovation finale del pubblico con applausi a go-go. Buona la prima, è corretto dire in questi casi, e chi ben inizia…

Manuela Pirola

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